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Apnee ostruttive nel sonno (OSA) e Sicurezza alla Guida

Sergio Garbarino

Riassunto


L’ipossiemia intermittente e la frammentazione del sonno determinano nell’apnea ostruttiva nel sonno (OSA) eccessiva sonnolenza diurna (EDS - Excessive Daytime Sleepiness) e impairment neurocognitivo; a livello cerebrale si verifica una disconnessione delle regioni fronto-parietali e l’alterazione dell’oscillatore talamocorticale, con il coinvolgimento ippocampale e conseguente compromissione di attenzione, vigilanza, processi visivi, velocità di elaborazione e tempi di reazione, working memory e funzioni esecutive: la principale caratteristica anatomo-funzionale del paziente OSA. Per queste ragioni l’OSA è la principale causa medica associata a maggior rischio di incidenti stradali (IS) e infortuni. È stato stimato che il numero atteso di IS dovuti agli autisti della popolazione generale affetti da qualsiasi livello di gravità dell’OSA è del 6,6-7,3%. I soggetti con OSA presentano un rischio doppio di infortuni in ambiente di lavoro. Gli autisti professionali spesso sommano la fatica al debito di sonno. Esiste una stretta correlazione fra OSA, deprivazione di sonno (SD) (perdita di due o più ore di sonno/notte) e EDS. Queste variabili devono essere considerate come fattori di rischio indipendenti per IS e “quasi incidenti” (near miss accidents - NMA).  Pertanto, negli autotrasportatori con OSA è di importanza cruciale l’indagine dei fattori di rischio e protettivi per IS e NMA. Si conferma che l’uso di contromisure per la sonnolenza, come interrompere la guida per un pisolino o una pausa di riposo, hanno un effetto protettivo sul rischio per IS e NMA e per questo devono essere considerate le migliori strategie di prevenzione di IS in ambito occupazionale insieme allo screening per OSA. 


Parole chiave


OSA; sonnolenza diurna; deficit neurocognitivi; sicurezza; incidenti stradali

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DOI: 10.23749/mdl.v108i4.6410

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ISSN: 2532-1080