Genetica delle formazioni ideologiche

Pier Giuseppe Milanesi, Giorgio Sandrini, Giuseppe Nappi

Abstract


Esiste un modo più agevole per studiare il rapporto tra mente e cervello al di fuori degli schemi usuali di ricerca tendenti a creare mappe cerebrali come correlati o fotocopie delle nostre mappe mentali. Si tratta di valorizzare un approccio di tipo fenomenologico hard problem come viene oggi definito, andando ad esplorare i luoghi e le circostanze in cui il mondo delle idee si fissa sul corpo organico diventando tutt’uno con esso. Già Platone parlava di una “discesa delle anime” che prendevano possesso dei corpi. Questa stessa funzione è espressa dall’apparato ideologico che “ingabbia” la persona ed entra a far parte della sua stessa struttura e persino della sua stessa “figura” (come si esprimeva un tempo il teologo Lavater). Le domande sono dunque queste: come avviene questo processo di fusione? In che modo il corpo organico seleziona le idee che si addicono alla sua struttura? Qual è la forza che conferisce alle idee quella solidità e durezza tali per cui l’individuo non riesce a mutare i propri orientamenti ideologici (estetici, culturali, politici, morali, sessuali)? E qual è invece la forza che è in grado di sciogliere questo legame tra corpo e idee determinando un mutamento di indirizzi e direzione delle forze che trascinano l’evoluzione umana? Nei successivi capitoli cercheremo di esplorare queste problematiche in senso generale, nella prospettiva più ampia di un chiarimento del concetto di “biologia della cultura” in quanto punto di incontro e di integrazione tra scienze umane e scienze naturali. 


Parole chiave


biologia della cultura, ideologia, neuroetica, neuropolitica

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ISSN: 1122-0279